Sebastiano Garbellini
BIRRA DA SCOPRIRE
Luoghi comuni da sfatare
Tanti pregiudizi che penalizzano i consumi.
Il direttore di professione:birra® chiarisce alcuni punti fondamentali per un consumo migliore
Sebastiano Garbellini

Il mondo birrario è troppo spesso disseminato di luoghi comuni, frutto di retaggi ‘non’ culturali che influenzano da sempre il modo di servire e bere la birra: è purtroppo una cattiva educazione continuamente divulgata attraverso il servizio non corretto, la mancanza di conoscenza e formazione e ancor più la poca volontà di interagire con il cliente per educarlo al corretto consumo.
È bene, quindi, chiarire alcuni pregiudizi e errate convinzioni per divulgare cultura a 360° il consumo corretto, consapevole e responsabile e, perché no, aumentare anche il proprio business.

La birra ghiacciata
Molti bevitori pretendono la birra ad una temperatura molto bassa, soprattutto nei mesi estivi. È certo una questione di abitudine, ma sbagliata: in questo modo non si placa la sete, ma semplicemente si compensa la calura con la bassa temperatura. ‘Sconfiggere la sete’ è un’altra cosa e la birra ce la fa benissimo da sola. Inoltre, la bassa temperatura inibisce la complessità aromatica e anestetizza le papille gustative di chi beve: un’accoppiata che impedisce di godere appieno della vera essenza della birra brutalmente raffreddata.
Non si nega, però, che il servire la birra a bassissime temperature è anche un modo per proporre birre di basso profilo o addirittura un escamotage di alcuni ‘operatori’ che sfruttano l’effetto anestetizzante per propinare birre vecchie, ovvero in fusto aperto da oltre quattro giorni.

Alcol
Non è assolutamente una questione di colore. In effetti, il colore viene dato dal malto e l’alcol è solo una questione di produzione. Infatti, esistono birre scurissime che hanno poco più del 4% di alcol in volume e delle birre dorate che superano anche il 10 % di alcol in volume, arrivando anche oltre il 12%.

La schiuma è inutile
È il pensiero di molti consumatori che a fronte della presenza della schiuma sollevano due sospetti: c’è meno prodotto nel bicchiere e non si può bere subito la birra. Niente di più sbagliato.
Non è assolutamente vero che la schiuma sia un diversivo per dare meno liquido, anche perché molto spesso i bicchieri sono dotati di tacca graduata e molto spesso è proprio l’esatto contrario.
Per l’altra perplessità, quella di non poter da subito bere la birra, perché è la schiuma che arriva per prima in bocca, è solo una questione di ‘tecnica’: basta portare il gomito all’altezza della spalla, indietreggiare leggermente il capo e da subito si può gustare la birra. Usando una vecchia battuta «bisogna alzare il gomito!». Questi movimenti fanno ‘scivolare’ indietro la schiuma lasciando il passaggio libero al liquido.
Si sottolinea, infine, un aspetto di primaria importanza legato alla schiuma: la sua presenza è d’obbligo, perché rivela lo stato di salute della birra e ne conferma la sua corretta mescita. Ma di questo ne parleremo in un prossimo appuntamento.

La birra gonfia
Non è la birra, ma l’eccessiva quantità di anidride carbonica ingerita a causa di una pessima spillatura o di una bevuta direttamente dal collo della bottiglia.

La birra fa ingrassare
È un’affermazione che se presa letteralmente non è assolutamente vera: come tutti gli alimenti è la quantità ingerita, comunque legata soprattutto alla dose di alcol presente.
Innanzitutto, è bene sottolineare che la birra, considerando una classica lager, è uno degli alimenti meno calorici venendo subito dopo l’acqua e il succo di agrumi.
Da precisare è che l’alcol è una grossa fonte di energia: entra subito in circolo all’interno del corpo umano e quindi diviene subito disponibile: è la forte quantità di birra bevuta, e quindi di alcol, che fornisce un’eccessiva entità di calorie che vanno a sommarsi a quelle introdotte con l’alimentazione.
Se alla bevuta di birra, infatti, associamo dei pasti spesso lauti e ricchi di grassi come vogliono le tradizioni di alcuni Paesi brassicoli, è facile superare la soglia giornaliera di calorie indispensabili. Essendo l’alcol, come detto, una forma di energia immediatamente disponibile e quindi subito spendibile, quella estratta dagli altri alimenti bisognosi di digestione diviene superflua, accumulandosi all’interno del corpo.

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