Sebastiano Garbellini
BIRRA DA SCOPRIRE
Non una, ma tante birre
Ebbene sì! Per molti non sarà una novità, ma per altri potrebbe essere una piacevole scoperta, l’inizio di un nuovo percorso birrario e perché no per avere una nuova concezione della tanto amata birra. Ops! Scusate: birre!
Sebastiano Garbellini

Non voglio assolutamente fare paragoni con il mondo vinicolo, anche se alcuni fanno troppo spesso questi confronti errati e inutili.
Voglio semplicemente evidenziare quanto sia variegato e complesso il panorama brassicolo, troppo spesso messo in secondo piano e ridotto ad una sola definizione: birra, appunto. Anche perché, troppe volte viene data poca importanza a ciò che rappresenta.
Invece, la birra, leggi birre, ha delle potenzialità ancora inespresse, a volte superiori a quelle del vino in termini di profumi e ancor più abbinamenti gastronomici o più semplicemente di degustazione. Ma questo è un capitolo a parte.

Non bisogna parlare di birra al plurale, perché ci sono tante etichette e altrettanti produttori, ma esclusivamente perché esiste al mondo una varietà impressionate di tipologie, figlie delle tre grandi famiglie birrarie.
Per le birre, quindi, è proprio una questione di ‘stile’, oltre a dover considerare che non esiste angolo del Pianeta in cui la birra sia sconosciuta o non venga prodotta.
Se poi consideriamo che la gamma di profumi e ancor più di sapori è pressoché illimitata, proponendo gusti che vanno dal classico amaro, passando per il dolce, l’acido e perfino il salato e aromi in cui spiccano frutta e verdura, spezie e erbe aromatiche, per arrivare al tostato, al bruciato, all’affumicato, si inizia a comprendere quanto la definizione birra sia molto stretta.
E ancora: se analizziamo i differenti metodi di produzione in cui al variare di ogni singola fase cambia il prodotto finale le idee si fanno ancor più chiare. Infine, gli ingredienti utilizzati e soprattutto le differenti miscele di cereali, piuttosto che i diversi ceppi di lievito o le peculiarità dell’acqua rappresentano quei dettagli che definiscono ogni singola sfumatura.

Si può, così, far ricondurre ogni singolo aspetto appena evidenziato in ogni tipologia birraria: distinguere le birre attraverso questa classificazione rappresenta il modo più preciso e specifico per conoscere approfonditamente il mondo brassicolo e le sue produzioni, considerando ogni singola caratteristica.
Come già detto, la birra è prodotta in quasi tutti i paesi del mondo, ma ciò che distingue un prodotto dall’altro sono la cultura e le tradizioni che si rispecchiano nei vari processi di lavorazione e nell’utilizzo dei diversi ingredienti.
La prima grande distinzione è quella che divide le birre in ale e lager rifacendosi alle prime produzioni di birra dove la ale rappresentava la birra più antica e tradizionale prodotta con il metodo dell’alta fermentazione e la lager, dal tedesco lagern, ‘conservare’, che identificava la birra prodotta con il metodo della bassa fermentazione e lasciata maturare nelle cantine o nelle grotte.
Bisogna, poi, aggiungere le birre a fermentazione spontanea, forse le primogenite, che utilizzano i lieviti presenti nell’aria per innescare la fermentazione che per ovvie ragioni regala sempre un prodotto diverso. Quindi, ecco la prima grande distinzione.
Ogni popolo, inoltre, ha fatto propri i metodi di produzione creando, così, molteplici birre, nate sì dalla stessa origine, ma dalla forte e singolare personalità.

Per maggior chiarezza si può realizzare un semplice albero genealogico (le tipologie riportate sono solo alcuni esempi).

BIRRA Lager
Birre a bassa fermentazione
Lager
Pils
Bock
Export
Vienna
Dortmunder
Oktoberfest
Märzen
Münchener
Strong lager
Rauchbier
Dry beer
Ale
Birre ad alta fermentazione
Ale (anglosassoni, belghe, americane)
Strong ale
Abbazia
Trappiste
Bière blanche
Weissbier
Stout
Porter
Barley wine
Saison
Altbier
Kölsch
Lambic
Birre a fermentazione spontanea
Lambic
Gueuze
Faro
Kriek
Framboise
Pèche

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La Full Immersion ha una durata di 4 giorni, dal lunedì al giovedì, per un totale di 32 - 36 ore

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primo incontro
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