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CHAMPAGNE |
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A ogni epoca il suo bicchiere |
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La scelta del bicchiere giusto è sinonimo di esaltazione del prodotto
Domenico Avolio, Centro Informazioni Champagne |
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Le regole per un servizio impeccabile
La pulizia del bicchiere è fondamentale: se l'interno è unto le bollicine saranno troppo grandi e il collare risulterà assai instabile.
È opportuno lavare i bicchieri con acqua calda, facendoli asciugare capovolti, per evitare ogni traccia di detersivo.
Lo champagne inoltre va versato in modo lento
e regolare, preferibilmente in due tempi, così da favorire il
prolungamento del collare evitando, al tempo stesso, che la spuma
trabocchi.
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La storia secolare dello Champagne è anche la storia dei bicchieri in cui generazioni di appassionati lo hanno bevuto. Nel Settecento lo Champagne si serviva nel Pomponne,
un bicchiere davvero particolare, sprovvisto del piede d’appoggio, il
cui stelo terminava a punta o con una pallina di vetro. Questa strana
forma, per noi oggi inconcepibile, rispondeva all’abitudine di
“sabler”, ossia di bere lo Champagne tutto d’un fiato. L’origine del
Pomponne rimane misteriosa come la sua etimologia, forse legata alla
Marchesa di Pompadour o al Marchese di Pomponne. È certo tuttavia
che in tempi più recenti i cantinieri della Champagne se ne sono
serviti come tastevin, infilandolo dopo l’uso nel foro delle botti o
legandolo al grembiule quando terminava ad anello.
La Belle Epoque ha segnato poi il trionfo della coppa che in anni più recenti ha lasciato il posto alla flute.
Ma il consumo del vino, che oggi è sempre più considerato
un’esperienza sensoriale, ha comportato una ricerca di bicchieri in grado di
esaltare al massimo la finezza e la complessità dello Champagne. Eccoci dunque arrivati al tulipano,
ultimo erede di una lunga storia, che sta progressivamente spodestando
la flute perché più alto e svasato: abbastanza alto perché le bollicine
possano svilupparsi pienamente e allo stesso tempo con la svasatura
necessaria a consentire agli aromi di esprimersi al meglio. Il tulipano
accompagna la degustazione dello Champagne potenziando sia la dimensione visiva sia quella olfattiva.
La
finezza dello Champagne richiede inoltre una particolare attenzione alle
condizioni del bicchiere e, se non si dispone di quello
adatto, è bene preferire alla flute un buon bicchiere da vino bianco. Un ultimo consiglio per abbandonare
un'abitudine scorretta ancora in uso in alcuni locali: ghiacciare i bicchieri provoca uno shock per il vino e, forse, anche per il cliente.
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